Marketing per Agenzie ImmobiliariChatbot nel settore immobiliare: il futuro è già arrivato in agenzia - Marketing per Agenzie Immobiliari

Blog author

Social Estate

Come sviluppare il tuo Marketing Immobiliare

Chatbot nel settore immobiliare: il futuro è già arrivato in agenzia

Chatbot nel settore immobiliare: il futuro è già arrivato in agenzia

Negli ultimi anni i chatbot sono diventati un hot topic del digital marketing: è una strada segnata, che è stata intrapresa da alcuni e farà molto parlare di sé anche nel settore immobiliare. Il loro sviluppo è, probabilmente, ancora ad uno stadio iniziale ma, allo stesso tempo, sembra fin da ora più che inserirli in un piano di digital marketing apra nuovi orizzonti di agilità aziendale, per la possibilità di delegargli specifiche fasi del rapporto con la clientela.

Prima di vedere come possono essere usati nel settore immobiliare a vantaggio di agenti e agenzie, è opportuno spiegare cos’è un chatbox, perché non vogliamo dar per scontato che tutti i nostri lettori lo sappiano. Se siete invece tra i ben informati potete scorrere direttamente al paragrafo “Chatbot immobiliare, un’assistente utile ad agenti ed agenzie”.

Chatbot: il cliente chiama, l’intelligenza artificiale risponde

Chatbot nel settore immobiliare

La parola chat non ha certo bisogno di spiegazioni, bot sta invece per “robot”. Già solo dall’analisi semantica il chatbot ha tutta l’evidenza di un software, un robot, in grado di interagire con gli umani in un programma di messaggistica istantanea. Il pianeta chatbot, all’alba dei tempi, era probabilmente occupato da un unico abitante di nome Clippy, la graffetta di Office Word che offriva assistenza sul programma. “Sembra tu stia scrivendo una lettera. Vuoi aiuto?” chiedeva, spesso con l’unico risultato di infastidire l’utente. Per capirci meglio vi basterebbe pensare a Siri, all’assistente vocale di Google o a Cortona: tutti esempi di software preparati su determinati argomenti e programmati per interagire con voi, rispondere alle domande e risolvere specifici problemi, con la differenza che i chatbot svolgono la loro funzione solo attraverso il testo scritto. È di intelligenza artificiale che stiamo parlando e di esempi come questi, anche in tempi recentissimi, se ne contano infiniti.

È arrivato da poco, per esempio, Botistuta, il chatbot della Roma. Attivo su Facebook Messenger è stato creato per interagire con i fan rispondendo alle domande più semplici sul club. Anche Sorgenia ne ha sviluppato uno con l’obiettivo di migliorare la user experience 24 ore su 24. Degni precedenti sono stati quelli di Meteo.it, che permette di ottenere informazioni sulle condizioni climatiche di qualunque località e i chatbot dei grandi media, come La Repubblica. Ma la lista è infinita e trasversale, perché in ogni settore si adotta già la filosofia dell’assistenza virtuale. Sul versante salute, per esempio, Italia Longeva ha creato un chatbot che aiuta i malati di Alzheimer a rispondere a domande come: Dove sono le chiavi di casa? Dove abito? Ho preso le medicine?

Avete capito le enormi potenzialità?

In tutti questi casi il chatbot è un operatore virtuale che simula una conversazione intelligente domanda/risposta con chi lo attiva: le aziende lo utilizzano soprattutto per il customer service, sui canali più tipici della messaggistica istantanea come Facebook Messenger e Telegram. I brand hanno oggi scoperto che con i bot si può stare vicino ai clienti anche in tutte le occasioni in cui non sarebbe possibile (in ufficio non c’è nessuno), si possono inviare informazioni pubblicitarie, sconti e promozioni e si può senz’altro intascare denaro. E le agenzie immobiliari?

Chatbot immobiliare, un’assistente utile ad agenti ed agenzie

Chatbot nel settore immobiliare

Il mercato immobiliare è un business in cui la relazione umana conta tanto, eppure molti clienti sono aperti all’idea di parlare con un robot.

Se riflettete su come è cambiato il modo di comunicare con i vostri clienti avvertirete forse di esservi allontanati delle mail e dalle telefonate, a favore delle conversazioni di messaggistica istantanea, come quelle su WhatsApp. Il mondo cambia e la comunicazione è un Mutaforma, che, come nei più noti archetipi letterari, porta scompiglio, coinvolgendo gli imprenditori di ogni settore, costringendoli a tenerne conto.

Ecco un dato di fatto: i vostri clienti preferiscono una conversazione conveniente, istantanea e adatta agli smartphone. È senz’altro così per quelli del futuro, ma lo è anche per gli attuali, che alle automazioni si sono già abituati (se volete sapere poi cosa gli italiani dei chatbot aspettate un attimo, stiamo per parlarne).

Scegliere una proprietà da acquistare o affittare non è una decisione facile. Un agente immobiliare sa che il modo migliore per convincere i potenziali clienti a fare questa scelta è quello di mettersi in contatto con loro, instaurando e sostenendo un dialogo fatto prima di informazioni generiche e poi di approfondimenti e dettagli. Con un chatbot potete aprire la strada a una sana relazione tra voi e il cliente, una strada che si basa sullo sviluppo di una conversazione che inizia come virtuale e prosegue poi sui canali ordinari, negli incontri fisici o al telefono. L’acquisto e la vendita di case richiedono interazioni costanti e grazie ai chatbot avete la possibilità di non mancarne nessuna, delegandone almeno una parte ad un assistente virtuale.

Come? In che senso?

3 esempi concreti di chatbot nell’immobiliare

Potete usare un chatbot nell’immobiliare almeno in tre modi diversi.

1 – Per scoprire cosa stanno cercando i vostri clienti e proporgli solo annunci mirati.

Inutile spiegarne i vantaggi: voi perdete meno tempo, avete più possibilità di centrare il bersaglio e il cliente non si sente frustrato dal fatto di leggere annunci non corrispondenti alle proprie necessità.

Immaginate per esempio, che il vostro potenziale cliente sia accolto da un messaggio di benvenuto, seguito dalla domanda: “Cosa vuoi fare con la tua proprietà?” Le alternative che avrete preimpostato sono “voglio acquistare una proprietà” e “cerco casa in affitto”. Dopo la prima scelta dell’utente seguono altre domande: “scegli la fascia di prezzo”, “scegli il numero di locali”, ecc.

Alla fine verranno proposti nella stessa chat le anteprime degli annunci immobiliari nella vostra bacheca, o meglio, dei soli in linea con le esigenze immobiliari del cliente. Sotto ogni annuncio la call to action “scopri di più”, collegata a un link esterno, come quello dell’annuncio immobiliare completo sul sito web dell’agenzia.

Questo, naturalmente, è solo un esempio di come potreste impostare una tipica chatbot per l’immobiliare, le possibilità sono più numerose.

2 – Per rispondere alle domande più comuni dei clienti, quelle che vi sentite rivolgere ancora e ancora e ancora e alle quali siete anche un po’ stanchi di rispondere. Le FAQ, insomma.

Per esempio:

A quanto ammontano le provvigioni?

Quando si pagano le commissioni d’agenzia?

Quali documenti mi servono per affittare il mio appartamento?

3 – Per presentarvi trasmettendo fiducia. Potete usare un chatbot per fornire una serie di informazioni su di voi, sull’agenzia, su quante persone ci lavorano, su quali sono le loro qualifiche professionali, sui vostri recapiti telefonici ecc.

Facciamola breve: i vantaggi del chatbot nel settore immobiliare (qui parliamo la lingua del marketing)

Chatbot nel settore immobiliare

Abbiamo voluto indicarvi subito, qui sopra, diversi modi di usare i chatbot nell’immobiliare, ma adesso esaminiamone i vantaggi in senso più esteso.

A favore dell’assorbimento dei robottini nella vostra strategia aziendale dovete considerare:

  • la gestione dei lead, possibile anche in assenza fisica del mediatore immobiliare;
  • i tassi di conversione, spesso molto più alti di quelli che si ottengono con una landing page;
  • la possibilità di conoscere prima le preferenze dei clienti e prepararsi così al meglio al primo incontro;
  • i follow up automatici e personalizzati, che aiutano a spostare i potenziali clienti nella canalizzazione di vendita;
  • il fatto che, sempre grazie alla pre qualificazione dei lead, potete impiegare il vostro tempo solo con clienti veramente interessati.

Le case history di successo: chi ha già usato i chatbot nell’immobiliare?

Chatbot nel settore immobiliare

I benefici che abbiamo elencato qui sopra non sono solo parole, diversi operatori del settore immobiliare hanno già adottato questa scienza per migliorare o potenziare la gestione della clientela. Come nel caso di Mary, il chatbot di Apartment Ocean, un’agenzia immobiliare di New York specializzata negli affitti. La scelta in questo caso è stata quella di fare intervenire l’assistente virtuale in fase preliminare, quando l’agente ha bisogno di comprendere le richieste dei clienti. Mary intervista l’utente circa le sue necessità sull’appartamento e poi esamina l’elenco di proprietà disponibili, scremando la prima fase di contatto. Se l’utente è interessato può contattare l’agenzia o programmare una visita dalla stessa chat. L’agente immobiliare in carne ed ossa può poi prendere in consegna la conversazione per dare al cliente un’assistenza più approfondita. Un incredibile risparmio di tempo per gli operatori immobiliari che spesso perdono potenziali clienti per non potere rispondere a tutte le richieste.

Chatbot nel settore immobiliare

Da menzionare anche quanto successo con Domain, in Australia. Poiché molti clienti fanno delle ricerche per conto proprio prima di contattare un’agenzia immobiliare, Domain permette agli utenti di posizionare dei segnali su una mappa per visualizzare subito quali case sono disponibili in quella zona e qual è la quotazione di mercato. Uno strumento trasversale quindi, perché da un lato offre ampia visibilità alle proprietà indicate sulla mappa, mentre dall’altro è utile a chi si è messo alla ricerca di una casa e anche agli agenti immobiliari, che possono ricevere istantaneamente informazioni su quell’area. Al bot si accede semplicemente digitando “domain” su Messenger.

E poi c’è Trulia. Il grosso sito immobiliare di San Francisco permette di trovare case in vendita o in affitto e di leggere approfondimenti sui quartieri e sulle tendenze del mercato. Già dall’agosto 2016 hanno inaugurato un chatbot via Messenger con il quale i clienti comunicano dove vogliono vivere e quanto vogliono spendere e il sistema risponde con le dieci migliori opzioni per la zona scelta.

E in Italia? È pura avanguardia? Date ogni tanto un’occhiata alla pagina “Lavora con noi” di Immobiliare.it: è dall’anno scorso si cercano professionalità in grado di lavorare su progetti di intelligenza artificiale e chatbot.

Insomma, il chatbot è uno strumento versatile, che fa tante cose che le persone non potrebbero fare: parla con i clienti 24 ore su 24, tutti i giorni della settimana, può gestire un numero infinito di clienti contemporaneamente, risponde subito. Il chatbot fa il lavoro che le persone non vogliono fare.

Ma queste mire espansionistiche verso i territori dell’umana intelligenza, per natura sensibile alle emozioni e multi tasking, non suona un po’ inquietante? Cosa ne penseranno i clienti?

Cosa pensano i vostri clienti dei chatbot?

Chatbot nel settore immobiliare

Restiamo in Italia. L’anno scorso Forrester Consulting e Amdocs hanno intervistato i consumatori in merito agli assistenti virtuali delle aziende.

Si sono mai sentiti frustrati a parlare con un robot?

I software hanno effettivamente risposto alle loro domande?

È emerso che il 31% degli italiani utilizza un chatbot almeno una volta alla settimana: ne apprezzano la velocità e la comodità ma, e qui i nodi vengono al pettine, il 79% preferirebbe rivolgersi ad una persona in carne ed ossa, per la sua capacità di gestire richieste più complesse e capire i suoi turbamenti.

Se credete però che questo significhi che la tecnologia del chatbot è inutile e non farà mai breccia nel cuore dei clienti vi sbagliate. Il senso è piuttosto un altro. Secondo Gary Miles, general manager di Amdocs, i consumatori hanno una grande fiducia nell’intelligenza artificiale, ma solo quando chi ne progetta il funzionamento sa ben interpretare le loro esigenze. È quindi necessaria una migliore personalizzazione degli output e l’integrazione di informazioni più complete.

Tornando al real estate management è evidente che i chatbot non potranno mai sostituire la figura dell’agente immobiliare, ma potranno contribuire a semplificarne il lavoro, costituendo un valore aggiunto all’attività di intermediazione immobiliare.

Allora, siete pronti?

Con questa consolazione, con la quale speriamo di rassicurare anche chi teme un futuro apocalittico dominato dai robot, può darsi che la vostra curiosità sui chatbot si sia mossa. Vorreste crearne uno per la vostra agenzia immobiliare? Se sì, una riflessione è doverosa: anche se esistono appositi tool che semplificano il lavoro e lo rendono più accessibile ai poco digitalizzati (rispetto, per esempio, alle stesse linee guida di Facebook), configurare un chatbot non è facile e richiede un investimento di tempo considerevole, oltre a una precisa strategia da pianificare a tavolino. Se anche voi volete “essere dove il mondo è diretto” sarà meglio rivolgervi a un’agenzia specializzata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Trovi interessante quello che scriviamo?

Seguici su: